Toyboy - Teaser

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mercoledì 15 febbraio 2017

MILLE NOTTI DI TE E DI ME - IL BLOGTOUR

Carissimi,
vi segnalo l'inizio del blogtour per il lancio di Mille notti di te e di me. Da domani, per cinque giorni, cinque blog affronteranno un argomento relativo al mio libro: presentazione, personaggi, recensione, intervista... ne avrete di curiosità da leggere. ;-)
Mi raccomando, partecipate numerosi!!!


domenica 5 febbraio 2017

MILLE NOTTI DI TE E DI ME - I PERSONAGGI

Ciao a tutti, continua il countdown per l'uscita di Mille notti di te e di me; oggi vi parlerò dei personaggi del mio romanzo.
Partiamo dai protagonisti.
Eva è una studentessa universitaria genovese, con un grande dolore alle spalle: ha perso entrambi i genitori in un incidente aereo. Come se non bastasse, è senza un soldo e con un debito ingente da pagare.



Sarebbe completamente sola al mondo, non fosse per la sua amica Fiamma, inseparabile dai tempi delle elementari. In realtà, Fiamma è il suo opposto. Laddove Eva è razionale e riflessiva, con la testa sulle spalle, Fiamma è tutta istinto e irrazionalità; all'apparenza anche un po' superficiale.
Nonostante ciò, le due amiche si vogliono un bene profondo e si aiutano a vicenda. Sarà proprio Fiamma a suggerire a Eva un modo per togliersi dai guai e saldare i suoi debiti, anche se la sua idea non è proprio quello che la sua amica si aspettava.



Oltre a Fiamma c'è un'altra persona nella vita di Eva: Davide, il fidanzato. A dire il vero Davide non è molto presente. Le sue priorità sono gli amici e le serate a calcetto, non certo la sua ragazza, sebbene lei attraversi un periodo molto difficile. Ma Eva non osa lasciarlo. Ha il terrore di restare sola, così accetta senza fiatare le assenze di Davide e la sua scarsa considerazione.



Ma un giorno, nella vita di Eva apparirà dal nulla - be', non proprio dal nulla - Brian, un uomo ricco, carismatico e molto, molto sexy, con una voce talmente sensuale da sciogliere il Polo Nord.
E sarà proprio la sua voce a conquistarla, dal momento che lei non lo ha mai visto se non in foto.



Dopo una sua telefonata, infatti, sarà sul punto di commettere una pazzia: volare a Londra per raggiungerlo, e trascorrere un intero weekend in sua compagnia, per la modica cifra di cinquantamila euro.
Cosa farà?
Ma soprattutto... voi cosa avreste fatto al suo posto?
Scopriremo tuttavia che Brian non è un uomo facile: orgoglioso, arrogante, si tiene le cose dentro ed è restio a manifestare i propri sentimenti. Molti pensano che non li abbia nemmeno dei sentimenti.
Riuscirà Eva a scalfire questa corazza che lui si è costruito?
Secondo Massimo, affascinante agente letterario, nonché miglior amico del bel riccone inglese, la ragazza è sulla buona strada.



A complicare le cose però apparirà un altro personaggio, Patricia, una ex fiamma di Brian, ben decisa a riprenderselo. Inutile dire che darà a Eva molto filo da torcere.



Chi sceglierà Brian tra le due?
Leggete il libro e lo scoprirete. ;-)
Ne approfitto per segnalarvi che l'uscita di Mille notti di te e di me è stata anticipata al 20 febbraio. Lo troverete in formato cartaceo in tutte le librerie italiane e in formato digitale su tutti gli store online.


martedì 24 gennaio 2017

MILLE NOTTI DI TE E DI ME - IL BOOKTRAILER

Ciao a tutti,
ormai manca un mese all'uscita di Mille notti di te e di me e ho deciso di tenervi compagnia con notizie, curiosità, video e immagini relative al romanzo.
Oggi vi farò conoscere il booktrailer. Cliccate sul link qui sotto:

MILLE NOTTI DI TE TE DI ME - BOOKTRAILER


venerdì 13 gennaio 2017

MILLE NOTTI DI TE E DI ME È IN PREVENDITA

Vi informo che il mio romanzo Mille notti di te e di me è in prevendita da oggi su tutti i principali store online.

TRAMA:

Per tutte le lettrici romantiche che hanno sognato con Pretty Woman

Eva Massa, una ventenne genovese, è completamente al verde. Deve trovare al più presto un modo per potersi mantenere e completare gli studi universitari. Alla soluzione pensa la sua amica Fiamma, intraprendente e audace, che invia alcune foto dell’ignara Eva a un sito per accompagnatrici di lusso. E la chioma rossa della ragazza non passa inosservata. La proposta più allettante arriva da un ricco uomo d’affari londinese: cinquantamila euro in cambio di un weekend insieme a lui a Londra, senza dover fare sesso. Eva all’inizio rifiuta, poi la curiosità e il fascino di Brian Armitage hanno il sopravvento sul buonsenso, e la ragazza accetta, nascondendo al fidanzato, Davide, la verità su quel fine settimana londinese. Quando Brian ed Eva si vedono, l’attrazione tra loro è palpabile. Dopo una giornata trascorsa a fare shopping nelle più belle vie londinesi, Eva cede alla tentazione di abbandonarsi a Brian. E il sesso tra di loro non sarà affatto soft…

ESTRATTO:

Lei deglutì. «Ed è per questo che mi hai fatto venire qui? Perché avevi bisogno che ti accompagnassi a questo ricevimento di lavoro?». Parlò con un lieve sarcasmo, convinta che ci fosse dell’altro. Qualcosa che non riusciva a capire fino in fondo.
«Eva…». Le sue dita risalirono lungo il braccio nudo facendole venire la pelle d’oca. «Ti ho fatto venire qui perché ti voglio. Voglio tutto di te. Il tuo corpo, la tua prorompente sensualità, la tua bellezza…».
«Sai che non verrò a letto con te», lo interruppe prima di lasciarsi corrompere dalle sue lusinghe. Stava diventando difficile respingerlo. Praticamente impossibile. «Quante volte te lo devo ripetere? Sono fidanzata. Fi-dan-za-ta».
Una luce pericolosa si accese nello sguardo di Armitage. Cominciò a giocherellare con una ciocca dei suoi capelli, arrotolandosela attorno a un dito. «Parlami di lui. Deve essere speciale. Credimi, sono poche le donne che danno importanza a un legame di coppia. La maggior parte delle signore che si sono infilate nel mio letto erano sposate, eppure non hanno avuto la minima esitazione. Né si sono pentite in seguito».
Oh, Eva non ne dubitava. Armitage sembrava saperci fare con le donne. «Io non sono così. Mi ripugna tradire il mio uomo», disse nell’inutile tentativo di convincere se stessa. In effetti era sempre stato così, prima di posare gli occhi su di lui. Armitage la confondeva e la faceva dubitare delle proprie convinzioni.
«Ne sei assolutamente certa?». La sua mano si spostò alla base della nuca, massaggiandola col pollice. «Perché, se devo essere sincero, hai tutta l’aria di una donna che non vede l’ora di essere scopata».
Quelle parole, così brutali e sincere, la fecero trasalire. Le sue guance si tinsero all’istante di un rosso porpora. «Come ti permetti? L’avermi pagato il viaggio e questo ridicolo vestito non ti dà il diritto di…».
«Dico solo ciò che vedo, Eva. Il corpo di una donna eccitata emette segnali inequivocabili. Il modo in cui stringi le cosce, il respiro accelerato, i capezzoli turgidi sotto la stoffa dell’abito. È come se mi stessi gridando in faccia di prenderti. Qui. Ora».


venerdì 2 dicembre 2016

AUTRICE DEL MESE DELOS DIGITAL

Cari amici,
vi informo che Delos Digital mi ha proclamata autrice del mese, quindi per tutto dicembre troverete i miei ebook a un prezzo scontato. Approfittatene!


mercoledì 9 novembre 2016

EVA E BRIAN STANNO PER TORNARE...

Amici lettori,
Eva e Brian, i protagonisti di "Tutto di te", stanno per tornare in una versione rivisitata, edita da Newton Compton.
Il romanzo, dal titolo Mille notti di te e di me, sarà in vendita da febbraio, ma sarà possibile ordinarlo già da dicembre. Quindi, tenete d'occhio il blog o la mia pagina facebook che trovate a questo link: https://www.facebook.com/laura.gay.writer?skip_nax_wizard=true&ref_type=page_profile_button
Vi terrò aggiornati con notizie, anticipazioni e molto altro.
Grazie per l'attenzione.



sabato 5 novembre 2016

OLTRE I CONFINI DEL TEMPO - QUINDICESIMA PUNTATA

CAPITOLO 15


S
i svegliò nel pieno della notte, il corpo piacevolmente rilassato e il respiro di Sara contro la guancia. Evidentemente aveva finito per addormentarsi anche lei, nonostante l’agitazione che l’aveva pervasa al termine dell’amplesso.
     Sorrise ancora al ricordo della sua espressione allarmata, quando aveva realizzato che facendo l’amore con lui avrebbe potuto restare incinta. Quella ragazza era davvero bizzarra e lui l’adorava. Non avrebbe saputo spiegare a parole il piacere provato possedendola. Muoversi dentro di lei era stato… magico.
     Si voltò a guardarla dormire, i seni nudi che si alzavano e abbassavano a ritmo regolare.
     Il suo uccello tornò sull’attenti all’improvviso.
     Strofinò il naso contro il suo collo e ne aspirò il profumo a piene narici. Uhm… sapeva di donna e di sesso. Irresistibile.
     Sara si mosse nel sonno e mugolò qualcosa di incomprensibile. Era dannatamente bella. E sensuale. Le scostò una ciocca di capelli che le era finita sul viso e finalmente lei aprì gli occhi.
     – È già mattina? – chiese con voce impastata.
     Giulio si sollevò su un gomito, trattenendo un ghigno divertito. – Non ancora, ma è la nostra prima notte di nozze e ho di nuovo voglia di te.
     Le sue parole parvero riscuoterla del tutto. Gli lanciò un’occhiata intensa, tale da provocargli uno spasmo al basso ventre. – Mmh… domani ci sarà concesso di dormire fino a tardi?
     – Domani ti sarà concesso tutto quello che vuoi, Sara.
     – Se la metti così…
     Sara si tirò su, mettendosi a cavalcioni su di lui. – Se non ricordo male, quando ci siamo conosciuti ti sei offerto di insegnarmi a cavalcare, ricordi?
     Con il dito tracciò un percorso immaginario sul suo petto. – Ricordo – rispose lui, la voce arrochita dal desiderio. Lei gli mozzava il fiato. Era incredibile il potere che esercitava su di lui.
     – Bene. Insegnami adesso.
     Giulio deglutì e socchiuse le palpebre.
     Cristo Santo!
     Le parole gli morirono in gola e tutto ciò che riuscì a fare fu restare a fissarla come un imbecille. Poi allungò le mani per sfiorarle i seni, trattenendo il fiato. Il cuore gli batteva contro lo sterno, poteva sentirne il ritmo accelerato, quasi volesse schizzargli fuori dal petto. Com’era possibile che lei gli facesse quell’effetto? Sentì i capezzoli gonfiarsi sotto le sue dita mentre lei gettava la testa all’indietro, ansimando piano.
     Dio, di questo passo non sarebbe durato molto. Gli bastava guardarla per perdere il controllo. Col fiato corto le titillò i capezzoli, strappandole un gemito. Sara cominciò a dimenarsi sopra di lui, strofinando la propria vagina sulla sua erezione.
     Dannazione!
     Giulio provava il desiderio spasmodico di immergersi dentro di lei, ormai era diventata una necessità. – Dio mio, Sara…
     La vista delle chiome setose che le ondeggiavano sulle spalle, a tempo con il movimento dei fianchi, gli procurò un brivido lungo la schiena. Incapace di trattenersi ancora, la penetrò con un’unica spinta, il cuore che gli rimbombava nelle orecchie. Era calda e umida. Perfetta per lui.
     Cominciò a muoversi, afferrandole i fianchi e mostrandole come fare. – Ecco così… cielo, Sara, sei magnifica!
     I loro sospiri si confusero fra loro mentre si muovevano sempre più veloce, in una corsa verso l’appagamento finale. Giulio era certo di non aver mai provato nulla di simile, nonostante avesse avuto parecchie donne nel letto. L’innocenza di Sara, mista alla sua spregiudicatezza e sensualità, lo faceva impazzire.
      – Sei un’ottima cavallerizza, Sara – fece a un tratto, le labbra incurvate in un sorriso.
     Lei rise. Dopo di che non ci furono più parole, ma solo gemiti e urla di piacere.



Il sole penetrò nella stanza attraverso le tende. Sara sbatté le palpebre più volte, trattenendo uno sbadiglio. Doveva essere tardi. Molto tardi. Con la mano cercò il corpo di Giulio al suo fianco, ma non lo trovò.
     Si mise a sedere, stiracchiandosi. Sentiva le ossa intorpidite e un lieve pulsare fra le gambe che le ricordò gli avvenimenti di quella notte.
     Arrossì. Fare l’amore con Giulio le era piaciuto molto più di quanto avesse immaginato.
     Era stato stupendo. E appagante. In poche parole moriva dalla voglia di rifarlo. Di nuovo.
     Lui però non c’era. Forse aveva dormito nell’altra stanza, come erano soliti fare gli aristocratici del diciannovesimo secolo. Quel pensiero la turbò più del dovuto. Avrebbe voluto dividere il letto con lui sempre e non solo durante gli amplessi.
     Con un sospiro scivolò giù e afferrò la brocca piena d’acqua che si trovava su un tavolino rotondo, poco distante dal letto. Si lavò accuratamente il viso per scacciare via la stanchezza di quella notte quasi insonne e sorrise fra sé.
     Probabilmente avrebbe dovuto chiamare Gina affinché l’aiutasse a vestirsi, ma non aveva voglia di sostenere le sue occhiate maliziose né di condividere con qualcuno quel momento.
     Era una donna adesso. Aveva fatto dell’ottimo sesso e si sentiva come se danzasse fra le nuvole.
     Fischiettando un motivetto aprì l’anta dell’armadio ed esaminò gli abiti che vi erano stati riposti. Adesso possedeva decine di capi eleganti e alla moda. Non aveva che l’imbarazzo della scelta.
     Optò per un abito da passeggio color malva, con la vita alta e le maniche a sbuffo, ma prima indossò la biancheria intima, cercando di cavarsela coi lacci del corsetto. Lasciò i capelli sciolti sulle spalle per non perdere troppo tempo ad acconciarli. Ci avrebbe pensato più tardi. Ora desiderava solo andare a cercare Giulio.
     Un timido sorriso le incurvò le labbra. Sentiva già la sua mancanza.
     Se non era amore, gli somigliava di certo.

* * * * * * * * * *

All’entrata della moglie nella sala da pranzo Giulio sollevò lo sguardo, mettendo da parte il giornale che stava leggendo. – Buongiorno, cara. Spero che tu abbia dormito bene.
     Si alzò per scostarle la sedia e il suo sguardo indugiò sulla scollatura dell’abito. Pareva assurdo, ma ancora non ne aveva abbastanza di lei.
     Sara fece un sorrisino e si sedette. – In realtà non ho dormito molto.
     Lui ignorò l’occhiataccia di sua madre, seduta vicino a lei, e ricambiò il sorriso. – Allora siamo in due – le sussurrò all’orecchio, sfiorandole distrattamente la nuca, prima di tornare a sedere. – Cosa desideri mangiare? La cuoca ha fatto una torta di mele davvero deliziosa.
     – Vada per la torta di mele – Uno sguardo birichino le illuminò il viso. – Stamattina non bado alle calorie. Con l’attività di stanotte sono certa di averne bruciate parecchie.
     Giulio aggrottò la fronte. Non era certo di aver capito il significato di quella frase, ma aveva il sospetto che fosse qualcosa di terribilmente licenzioso e intimo. Gli piacque. – Ottimo – rispose di buonumore. – Qualsiasi cosa siano queste calorie, sono lieto di averti aiutata a “bruciarle”.
     Sua madre si schiarì la voce. Aveva uno sguardo torvo da far paura e continuava a rigirare il cucchiaino nel suo tè, facendolo tintinnare contro i bordi della tazza. A un tratto trafisse Sara con un paio di occhi gelidi. – Non è buona educazione alludere alla vostra prima notte di nozze di fronte ad altre persone. In realtà una signora non ne parlerebbe affatto.
     Sara scrollò le spalle. – Forse non sono una signora, allora.
     Giulio trattenne un sorrisino. Trovava irresistibile il modo un cui sua moglie aveva messo a tacere sua madre. A dire il vero, dopo quella notte avrebbe trovato irresistibile ogni suo gesto e ogni sua parola. Era disposto a concederle qualsiasi cosa, proprio come le aveva promesso.
     – Madre – esordì, con l’intento di dimostrarglielo. – Da oggi Sara è la padrona di questa casa e desidero che le si porti il rispetto a lei dovuto.
     – Ma figliolo…
     – Non interrompetemi, per favore. Ho predisposto che vi trasferiate nella nostra proprietà a Grottaglie. Io e Sara siamo novelli sposi, abbiamo bisogno della nostra intimità e il fatto che voi non la sopportiate non facilita le cose.
     La contessa impallidì. Si portò una mano tremante al petto, restando in silenzio per un attimo che parve un’eternità. – Vuoi sbarazzarti di tua madre? Dopo tutto quello che ho fatto per te?
     Giulio sospirò. Sapeva che non l’avrebbe presa bene, ma non intendeva cedere su quel punto. – Madre, proprio voi che siete così rigida riguardo alle tradizioni dell’alta società mi fate questa domanda? Non è forse usanza consolidata quella di cedere il campo alla nuova contessa e ritirarsi per permetterle di gestire la casa a suo modo? Non è quello che hanno fatto tutte le precedenti contesse di Nardò, prima di voi?
     Lei si alzò in piedi, lo sguardo vacuo. – E sia – rispose in un bisbiglio. – Farò preparare le mie cose e partirò in giornata.
     Giulio la osservò camminare impettita fino alla porta e oltrepassarla senza voltarsi indietro.
     A un tratto la voce di Sara lo riscosse. – Non sei stato un po’ troppo duro con lei?
     Lui sbuffò, servendosi un’altra fetta di torta. – Sara, mia madre sapeva che sarebbe successo prima o poi. Tutti i miei antenati hanno fatto la stessa cosa, non appena hanno preso moglie. Non c’è posto per due contesse in questa casa e la nostra residenza di Grottaglie è decorosa e grande abbastanza perché mia madre possa viverci dignitosamente.
     Lei annuì, esitante. – Sarà perché io i genitori non li ho più e mi mancano da morire, ma proprio non riesco a comprendere la tua decisione. Non ho mai preteso che mandassi via tua madre, lo sai vero?
     – Lo so e questo ti fa onore. Tuttavia, non cambierò idea.
     Sara attese che uno dei lacchè le servisse il tè e riportò lo sguardo su di lui. – D’accordo. Come vuoi – Poi, presumibilmente per cambiare argomento, aggiunse: – Per quale motivo te ne sei andato stamattina? Speravo di svegliarmi al tuo fianco.
     Giulio fece un sorrisino. – Hai sentito la mia mancanza?
     – Certo.
     – Cercherò di rimediare, allora. Cosa desideri fare oggi? Esaudirò ogni tuo desiderio.
     Un lampo malizioso le attraversò lo sguardo. – Ogni mio desiderio? Davvero?
     – Davvero.
     Sara si alzò in piedi e gli si sedette sulle ginocchia, spiazzandolo. Con la coda dell’occhio vide i domestici irrigidirsi e fissare altrove, colti da imbarazzo. Sicuramente non erano abituati a un simile sfoggio di intimità fra il conte e la contessa di Nardò. Trattenne un sorriso divertito e fissò la moglie in attesa della sua risposta. – Dunque? Qual è il tuo desiderio?
     – Torniamo di sopra – sussurrò Sara, mordendosi il labbro.
     Questo lo spiazzò ancor di più. – Come hai detto?
     Sara gli passò le braccia attorno al collo, lanciandogli un’occhiata languida. – È la nostra luna di miele, no? Voglio passarla a letto. Con te.
     Giulio rimase senza fiato. Aveva inteso male o gli stava proponendo di…
     Santo cielo!
    La voce gli uscì più roca del dovuto. – Sara, ma è mattina. Cosa penserà di noi la servitù? I pettegolezzi si diffonderanno in un lampo in tutta Taranto, te lo posso assicurare.
     – Credevo non ti importasse dei pettegolezzi – Aveva un’aria imbronciata decisamente adorabile. Giulio non riuscì a resisterle. La sollevò fra le braccia, ignorando gli sguardi perplessi dei domestici e uscì dalla stanza, salendo le scale di corsa. – Ogni tuo desiderio è un ordine – bisbigliò prima di baciarla sul collo.