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mercoledì 5 febbraio 2020
domenica 5 agosto 2018
SENZA FIATO - RACCOLTA RACCONTI ROMANTIC SUSPENSE
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lunedì 2 ottobre 2017
L'UOMO DEI SOGNI - INCIPIT
Ciao a tutti,
oggi vi parlerò di una novella (o romanzo breve) dal titolo L'uomo dei sogni. L'idea di scrivere questa storia mi venne nel periodo natalizio, un bel po' di anni fa. Mi era stato chiesto un racconto per il blog di un'amica e così scrissi la parte iniziale, che in effetti è ambientata durante la notte di San Silvestro.
Qualche anno dopo, tuttavia, pensai di ampliare la storia e dare più spessore ai miei personaggi regalando loro una storia d'amore coi fiocchi. Nacque così L'uomo dei sogni.
Ecco a voi l'incipit. Buona lettura!
Imbucarsi a una festa non è mai
una buona idea. E se la festa in questione è il cenone di San Silvestro, nel
lussuoso albergo in cui lavori come cameriera, allora è una pessima idea. Ma come ho fatto a lasciarmi
convincere? Avrei dovuto inventarmi una scusa: un feroce mal di testa, un
parente in fin di vita … qualsiasi cosa pur di evitare un disastro e un
probabile licenziamento.
Mentre cammino per la sala con aria
circospetta ho la sensazione che tutti stiano guardando me. Tra un minuto
qualcuno indicherà nella mia direzione urlando: – Ma quella non è una delle
cameriere? Cosa ci fa al ricevimento dei VIP? E perché non indossa la sua
uniforme? Verrò smascherata all’istante!
Mi avvicino a Brenda, la mia migliore
amica. – Spiegami ancora perché siamo qui – le bisbiglio all’orecchio. Lei
scuote la massa di ricci castani che porta sciolti sulle spalle e alza gli
occhi al cielo.
– Te l’ho già ripetuto mille volte. James Wood
parteciperà al ricevimento e io devo
chiedergli un autografo.
– E tu per un autografo metti a
repentaglio il nostro posto di lavoro? Sai che verremo licenziate in tronco se
ci beccano, vero?
Brenda mi guarda come se all’improvviso mi
fossero spuntate due teste. – Ma hai capito che James Wood è qui, in questa
sala?
– Sì, l’ho capito. E allora?
Non comprendo tutta questa agitazione per
un attore di soap opera. Io nemmeno le guardo le soap!
– E allora?
James Wood è l’uomo dei sogni! È l’idolo di tutte le donne. Come fai a startene
così tranquilla quando lui è nelle vicinanze?
Adesso sono io ad alzare gli occhi al
cielo. – Come fai tu a restare così
tranquilla dopo quello che abbiamo fatto? Abbiamo rubato degli abiti da sera in
lavanderia e ci siamo imbucate a una festa dove solo le personalità importanti
sono state invitate. Ci scopriranno subito: io e te siamo come pesci fuor
d’acqua qui dentro!
– Parli così solo perché non l’hai mai
visto! – Brenda mi fissa un po’ imbronciata, mentre scruta l’intera sala alla
ricerca del suo idolo. – Se avessi visto anche solo una puntata di Passione Selvaggia, allora saresti
pronta a sacrificare persino la tua vita per un suo autografo.
Sarà, ma sono un po’ scettica in
proposito. Per quanto belloccio possa essere, di certo non giustifica il
rischio che stiamo correndo. Tuttavia, decido di tenere la bocca chiusa e
assecondare Brenda. – Dividiamoci – mi suggerisce all’improvviso. – Avremo più
possibilità di trovarlo.
Vorrei farle presente che io non ho la
minima idea di come sia fatto, ma lei è già schizzata via verso il tavolo del
buffet e, poiché non ho assolutamente intenzione di mischiarmi a tutta quella
gente che sta sgomitando per impossessarsi di una tartina al caviale, io prendo
la direzione opposta. Fingendo indifferenza mi avvio spedita verso la terrazza.
Lì fuori rischierò di congelarmi, ma la morte per assideramento è preferibile
all’umiliazione pubblica a cui andrei incontro, se venissi riconosciuta da
qualcuno del personale dell’albergo.
Per
fortuna la porta finestra è aperta. Scivolo all’esterno, facendo attenzione a
non inciampare sui tacchi a spillo, ma all’improvviso mi blocco: non sono la
sola ad aver scelto l’intimità della terrazza; un uomo è lì fuori, appoggiato
alla balaustra di marmo. Sentendo i miei passi, si volta lentamente e io mi
ritrovo a fissare gli occhi più azzurri che abbia mai visto in vita mia. Per un
attimo perdo ogni cognizione del tempo e dello spazio e mi metto a
boccheggiare, in cerca di ossigeno.
Intanto, lo sconosciuto ricambia il mio
sguardo gelidamente, quasi con disprezzo. Evidentemente non desiderava essere
disturbato.
– Ehm, chiedo scusa. Non intendevo
interrompere le sue riflessioni.
Ma cosa sto dicendo? Mi è andato in pappa
il cervello? Arrossisco come una collegiale, guadagnandomi un’altra
occhiataccia da parte di Occhioni azzurri.
Del resto me la sono andata a cercare. Devo aver vinto il premio per la frase
più stupida dell’anno!
– Stava cercando me? – la sua voce è
distaccata, quasi fredda. Non deve essere un tipo molto cordiale, questo è
certo.
Abbozzo un sorriso imbarazzato. – No,
desideravo solo prendere una boccata d’aria. Non immaginavo che ci fosse
qualcun altro, a parte me, che ama congelare in terrazza.
Lui solleva le sopracciglia, in un gesto
che lo rende ancora più freddo. A questo punto non so se sia più gelido il
clima invernale di New York oppure l’uomo che ho di fronte.
– Ne è sicura? – mi chiede dubbioso,
mentre si appoggia con la schiena alla balaustra e incrocia le braccia sul
petto.
Io mi lascio sfuggire una
risatina nervosa. Questa conversazione è assurda!
– Certo che ne sono sicura! Cosa potrei
volere da lei, visto che non la conosco?
– Lei non sa chi sono?
Adesso Occhioni
azzurri sembra quasi incredulo. Si passa una mano fra i riccioli biondo
scuro che gli scivolano in morbide onde sulla fronte e intorno al viso, fino a
coprirgli in parte le orecchie.
Per un attimo mi chiedo se ho
commesso una gaffe e vengo assalita
dal terrore che lo sconosciuto mi abbia riconosciuta. Forse è un ospite
dell’albergo e ci siamo incrociati da qualche parte? Non è possibile. Un tipo
così me lo ricorderei.
– Ehm, dovrei? – domando titubante.
Una risatina roca gli esce dalla gola. –
Lei ferisce il mio orgoglio, signora.
– Non capisco…
– Lasci perdere. Non ha importanza.
La sua voce è profonda e ben modulata. Mi
accorgo di essere assalita da un brivido, mentre lo sto ad ascoltare.
– Ma lei sta morendo di freddo! – esclama
lo sconosciuto, facendo un passo verso di me. Mi posa una mano sul braccio e il
mio cuore perde un battito. – Venga, l’accompagno dentro. Non è la serata
ideale per restare in terrazza in abito da sera.
Come mai all’improvviso è così cordiale?
Un attimo prima sembrava che volesse uccidermi da un momento all’altro! Sto per
seguirlo, come ipnotizzata, quando mi ricordo il motivo che mi ha spinta a
uscire dalla sala dei ricevimenti.
– No, la prego. Preferisco restare fuori.
Non amo molto la folla.
La sua presa si fa più forte.
Sento sul braccio il calore della sua mano che mi provoca un piacevole
formicolio. Cosa mi sta succedendo? Erano secoli che non mi sentivo così
attratta da un uomo.
– La capisco. Anch’io sono venuto qui
fuori in cerca di un po’ di tranquillità, ma forse possiamo trovare un posto
dove rifugiarci senza morire assiderati. Mi segua.
I suoi occhi sono intensi e penetranti,
non riesco a controbattere. In realtà non capisco più niente e lo seguo
docilmente, come un animale addestrato. Attraversiamo in fretta la sala. Sembra
che lui abbia compreso all’istante la mia paura di farmi notare perché quasi mi
trascina, correndo, verso l’uscita. Una volta nel corridoio, guarda a destra e
poi a sinistra, finché non scorge una porta chiusa a pochi passi di distanza.
Sempre tenendomi per mano si avvia in quella direzione e apre la porta che, per
fortuna, non è chiusa a chiave.
– Lei è completamente pazzo! – protesto,
non appena mi rendo conto che quello è l’ufficio del direttore dell’albergo.
Sono caduta dalla padella nella brace. Se mi trovano qui dentro con uno degli
invitati al ricevimento, per me è finita.
Lo sconosciuto chiude la porta alle nostre
spalle e mi fa segno di tacere.
– Shhh, non si preoccupi.
Ha assunto un’aria da brigante che gli
dona un fascino irresistibile. Dovrebbe essere proibito essere così belli,
penso mentre la mia volontà vacilla.
– Ma questo è l’ufficio del direttore –
mormoro, riacquistando un briciolo di lucidità. – Non è permesso l’ingresso
agli estranei.
– Ma noi non lo diremo a nessuno, non è
così?
Mi strizza l’occhio e io non riesco a
trattenere un sorriso. In che guaio mi sono cacciata? Eppure è la notte più
eccitante di tutta la mia vita.
– Nemmeno so il suo nome – dico in un
sussurro. – Perché dovrei fidarmi di lei?
– Jimmy. Questo è il mio nome. E il suo?
Mi mordo il labbro, chiedendomi se sia il
caso di rispondergli. Ma ormai ho capito che quest’uomo riesce a farmi fare
tutto quello che vuole.
– Sylvia.
– Sylvia... – pronunciato da lui ha tutto
un altro effetto. – È un nome stupendo. Molto femminile.
Arrossisco, mentre nella stanza
riecheggiano le note di un lento. Evidentemente nel salone sono iniziate le
danze, ma non rimpiango affatto di essere qui, insieme a Jimmy.
A un tratto lui mi scruta con quei suoi
incredibili occhi azzurri. – Mi concede questo ballo? Il suo sguardo brilla di
una luce sbarazzina. È bello da togliere il fiato.
Mi tende la mano e io l’afferro. In un
attimo sono stretta fra le sue braccia, mentre ci muoviamo a tempo di musica.
Il suo profumo, un aroma intenso di tabacco e acqua di colonia, mi dà alla
testa. Le dita mi tremano dal desiderio di toccarlo. Mio Dio, che mi sta succedendo?
Poi lui apre le dita a ventaglio sul mio fondoschiena e mi palpeggia le
natiche, facendomi aderire ancor di più col bacino contro il suo. È eccitato.
Lo sento attraverso la stoffa sottile dell’abito di chiffon nero Dolce & Gabbana. Un calore improvviso mi assale.
Se prima ero mezza congelata, adesso il mio corpo brucia di una passione che
non provavo da tempo. Da quando mio marito se ne è andato con la mia migliore
amica, cinque anni fa, non mi sono più concessa un’avventura. E chi ne ha avuto
il tempo? Dopo il divorzio tutte le mie energie sono state spese per
sopravvivere. Il mio stipendio, da solo, non bastava per mantenermi e ho dovuto
fare i salti mortali per andare avanti. Una storia romantica era l’ultimo dei
miei pensieri.
Ma ora, mentre Jimmy si strofina contro i
miei fianchi, mi sento assalire da un desiderio così potente che ho la
sensazione che il mio cervello sia disconnesso. Non riesco a pensare
lucidamente. So solo che voglio quest’uomo con ogni fibra del mio essere.
Mi inumidisco le labbra e lui le fissa,
come se intendesse divorarle. Appoggio una mano sul suo petto e sento il suo
cuore battere furiosamente, proprio come il mio.
– Sylvia – dice piano, all’altezza del mio
orecchio. Poi si impossessa della mia bocca, accarezzandola dolcemente con la
punta della lingua. È un invito irresistibile a cui non riesco a sottrarmi.
Dischiudo le labbra, ingoiando il suo bacio come il pane un affamato.
Non so come, ma un attimo dopo mi ritrovo
seduta sulle sue ginocchia, su una poltrona di pelle marrone. Jimmy si ritrae
quel tanto che basta per guardarmi negli occhi e leggervi dentro l’immenso
bisogno che provo.
– Cristo, sei bellissima!
In realtà, non mi sono mai considerata
bella. I miei capelli castani sono troppo anonimi e gli occhi, dello stesso
colore, sono troppo grandi. Eppure, quest’uomo mi guarda come se non ci fosse
niente di più affascinante al mondo. Mi fa sentire desiderabile.
Poi la sua bocca cala di nuovo
sulla mia. Riprendiamo a baciarci con foga: labbra contro labbra, lingua contro
lingua. Il fuoco dentro di me divampa di nuovo e io non sono più responsabile
delle mie azioni. Non mi rendo neppure conto del tempo che passa. Solo quando
dalla sala adiacente cessa la musica e inizia il countdown, mi rendo conto che sta per scoccare la mezzanotte.
Dieci, nove, otto… mi
sento come Cenerentola al ballo, tra le braccia del suo principe. Quattro, tre, due, uno... uno scroscio
di applausi, grida gioiose e risate riecheggia nel nostro piccolo rifugio.
Jimmy si stacca un momento dalle mie labbra e mi fissa intensamente. – Buon
anno, Sylvia – dice con quella sua voce roca, così sexy.
– Buon anno, Jimmy – rispondo in un
sussurro.
La sua bocca crea una scia incandescente
dal collo fino alla mia guancia e poi su, fino all’orecchio. Lo morde
delicatamente, facendomi gemere. – Ho una stanza prenotata in questo albergo –
dice, senza smettere la sua esplorazione. – Che ne dici di chiuderci lì dentro
e cominciare l’anno a letto?
Il mio cuore batte all’impazzata. Sento il
sangue scorrere più veloce nelle vene e vengo assalita da una smania febbrile,
mai provata prima d’ora. – Non posso – mi sento rispondere. Vorrei maledire me
stessa, ma non posso perdere del tutto il contatto con la realtà. Io sono una
cameriera squattrinata che ha rubato un abito d’alta moda, fingendosi quello
che non è, mentre Jimmy probabilmente è un ricco uomo d’affari, abituato a
donne ben diverse da me. Non posso illudermi che questa storia possa durare e
non voglio svegliarmi al mattino e scoprire di aver commesso un terribile
errore.
Lui mi fissa in silenzio per un po’.
Sembra non capacitarsi del mio no.
Forse è la prima volta che riceve un rifiuto. Logico, chi si negherebbe a un
uomo così?
– Perché no? Sei sposata?
Io scuoto la testa, celando un sorriso
malinconico. – Non più. Mio marito mi ha lasciata per mettersi con la mia
migliore amica.
– Che idiota! – la sua esclamazione
accorata mi inorgoglisce. Devo ripetermi che in realtà lui non sa nulla di me,
per non cedere alla sua opera di seduzione.
– Allora perché no? C’è un altro? Non ti
piaccio abbastanza?
Si morde il labbro e all’improvviso sembra
un ragazzino impacciato. Decisamente adorabile, ma fuori dalla mia portata.
– Niente di tutto questo. Semplicemente non
posso.
Gli sfioro la guancia con un casto bacio e
scendo dalle sue ginocchia. Mi impongo di non guardarlo negli occhi, altrimenti
non avrei il coraggio di andarmene, e mi dirigo alla porta barcollando
leggermente sui tacchi a spillo. Mi gira un po’ la testa dopo tutti quei baci.
– Addio, Jimmy – mormoro, prima di aprire
la porta e varcarla. – È stato bello conoscerti.
Poi fuggo via, senza voltarmi
indietro.
* * *
L’uniforme mi pesa addosso come
un macigno, stamattina. Non ho chiuso occhio per tutta la notte. Continuavo a
girarmi e rigirarmi nel letto, dandomi della stupida per non aver approfittato
dell’unica occasione di felicità che mi si fosse presentata negli ultimi cinque
anni. Ingoio le lacrime e fisso la porta della stanza 313. È quella di James
Wood, che ironia! Se lo sapesse Brenda mi ucciderebbe per l’invidia, ma a lei è
stato assegnato un altro piano e alla fine sarò io a pulire la camera del suo
idolo.
Con un sospiro apro la porta ed entro
dentro. Per prima cosa decido di rifare il letto. Mi piego in avanti per
sprimacciare i cuscini, ma all’improvviso sento un rumore alle mie spalle.
Qualcuno è appena uscito dal bagno. Sussulto per la sorpresa: la stanza doveva
essere vuota. Forse Mr Wood ha dimenticato di esporre fuori l’apposita
targhetta do not disturb.
Mi volto, con l’intenzione di scusarmi per
essere entrata, e mi ritrovo a fissare un paio di occhi incredibilmente
azzurri. Gli occhi di Jimmy. Non è possibile. Cosa ci fa nella stanza del
famoso attore? Rimango a bocca aperta come una sciocca mentre fisso il suo torace
muscoloso. Arrossisco e il mio sguardo si posa sui fianchi, coperti solo da un
asciugamano. Poi torno a guardarlo in faccia: ha la fronte corrugata, come se
cercasse di risolvere un enigma.
– Sylvia? – chiede incredulo.
Vorrei sprofondare. Avevo sperato
che non scoprisse mai la mia vera identità. Avrei voluto che mi ricordasse come
un’affascinante signora dell’alta società e invece anche questa mia illusione
si è sciolta come neve al sole.
– Co-cosa ci fai tu qui? – riesco a
chiedere con un filo di voce. – Questa è la stanza di James Wood, l’attore.
Una risatina roca spezza il silenzio. – Io
sono James Wood. Jimmy è il
diminutivo con cui mi chiamano gli amici e i familiari.
Sgrano gli occhi, incredula. Lui è
l’attore preferito di Brenda? L’idolo incontrastato di milioni di donne? La mia
umiliazione è completa.
– Perché mi hai nascosto la tua identità?
– Non mi capita spesso di incontrare
qualcuno che non sa chi io sia. Non volevo mentirti. Semplicemente volevo
essere apprezzato per quello che sono e non per ciò che rappresento.
Che cosa? Pensa di
commuovermi, forse?
– Tu hai cercato di portarmi a letto! – la
mia voce ha assunto una tonalità stridula, ma non posso farci niente.
Lui fa un passo verso di me nel
tentativo di accorciare la distanza, ma io mi allontano. Continuo a
retrocedere, finché non mi trovo bloccata fra lui e la parete.
– E con questo? Siamo entrambi adulti e
fra noi è scattato qualcosa, perché non avremmo dovuto approfittarne?
Mi accarezza una guancia col dorso della
mano. I suoi occhi sono puntati su di me, penetranti, e un brivido mi scende
lungo la schiena. Sento la sua eccitazione premere, attraverso l’asciugamano.
Il mio viso è in fiamme e non solo quello. Devo fare un enorme sforzo di
volontà per scostarmi da lui.
– Toglimi le mani di dosso – sibilo,
contrariata. Se pensa che io sia una preda facile solo perché indosso
un’uniforme da cameriera, si sbaglia di grosso. Gli lancio un’occhiata
incendiaria. – Non sono quel tipo di donna, ok? Trovatene un’altra.
Sguscio via, senza dargli la possibilità
di riacciuffarmi. Il cuore mi batte all’impazzata mentre cerco di raggiungere
la porta. La spalanco e in un attimo sono nel corridoio. Fuori c’è un’orda di
ragazzine urlanti che probabilmente sperano di incontrare il loro idolo. Un
sorrisino diabolico mi distende le labbra. – Laggiù – grido, indicando la 313.
– La stanza di James Wood è quella e lui è lì dentro… mezzo nudo!
So di aver esagerato. Rischio di perdere
il mio posto di lavoro per questo stupido scherzo, eppure non ho saputo
resistere. Quel dongiovanni se lo meritava. Guardo quella folla di femmine con
gli ormoni impazziti correre nella direzione da me indicata e sorrido fra me.
Gli sta proprio bene!
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domenica 24 settembre 2017
LA DAMA MISTERIOSA - INCIPIT
Carissimi lettori,
oggi vi propongo l'incipit di un altro mio romance storico. Se avete amato La contessa delle tenebre, non potete di certo lasciarvi sfuggire La dama misteriosa. Ritroverete l'affascinante sir Drake, personaggio secondario nel primo romanzo, che qui diventa protagonista assoluto. E conoscerete Julia, una donna che si mette in gioco per ottenere ciò che desidera da tutta una vita: l'amore di suo marito.
TRAMA:
Londra, 1805. Sir Jonathan Drake, baronetto impiegato presso i servizi segreti britannici, ha sempre rifuggito l’amore. Ma quando incrocia lo sguardo di una misteriosa e seducente dama con un abito provocante, in un palco all’Opera, se ne invaghisce all’istante.
Quella donna lo affascina e lo turba nel profondo; non ha riconosciuto in lei l’insignificante creatura che ha sposato dieci anni prima e poi dimenticato, relegandola nella sua dimora di campagna.
Ora quella fanciulla timida e impaurita si è trasformata in una donna ammaliante e sensuale, pronta a riprendersi ciò che lui le ha negato. E tutto a un tratto, Drake non desidera altro che prenderla fra le braccia e amarla appassionatamente. Ma le umiliazioni da lei subite, in tutti quegli anni di solitudine, non sono così facili da dimenticare e lui dovrà lottare assiduamente per riconquistarla. Anche se per farlo dovrà mettere a rischio il proprio cuore.
Quella donna lo affascina e lo turba nel profondo; non ha riconosciuto in lei l’insignificante creatura che ha sposato dieci anni prima e poi dimenticato, relegandola nella sua dimora di campagna.
Ora quella fanciulla timida e impaurita si è trasformata in una donna ammaliante e sensuale, pronta a riprendersi ciò che lui le ha negato. E tutto a un tratto, Drake non desidera altro che prenderla fra le braccia e amarla appassionatamente. Ma le umiliazioni da lei subite, in tutti quegli anni di solitudine, non sono così facili da dimenticare e lui dovrà lottare assiduamente per riconquistarla. Anche se per farlo dovrà mettere a rischio il proprio cuore.
PROLOGO
Bedfordshire, giugno 1795
Sedeva davanti alla toeletta, le
mani posate in grembo in una posa rigida e innaturale. Tremava un poco, ma non
perché facesse realmente freddo in quella stanza. Anzi, dalle alte finestre
aperte filtrava una piacevole brezza, considerata la stagione.
Julia sospirò, lanciando un’occhiata
ansiosa alla porta che metteva in comunicazione la sua camera da letto con
quella di sir Jonathan Drake, il suo sposo. Aveva la gola secca e un rivolo di
sudore le scendeva lungo il collo. Non era certa di riuscire a tenere a bada
l’agitazione, non la sua prima notte di nozze.
Si umettò le labbra, tornando a fissare lo
specchio davanti a sé ed esaminando per l’ennesima volta la propria figura
snella, fasciata in un’impalpabile camicia da notte che poco celava del suo
corpo ancora acerbo. Avrebbe desiderato possedere forme più arrotondate e
seducenti per poter compiacere meglio il proprio marito; invece era alta, magra
e spigolosa, senza alcuna attrattiva.
Le dita corsero all’acconciatura. I nastri
con cui aveva legato i capelli si erano disfatti e ora sgradevoli riccioli
ramati sfuggivano al rigido chignon sopra la nuca, dandole un aspetto sciatto e
disordinato. La cameriera si era offerta
di scioglierle le lunghe chiome e pettinarle per lei, ma Julia si era rifiutata. Odiava i suoi capelli color
carota e tenerli sciolti sulle spalle sarebbe servito unicamente a farla
rassomigliare a uno spaventapasseri.
Un rumore di passi la fece irrigidire. La
porta cigolò aprendosi, mentre Sir Drake faceva il suo ingresso nella stanza
nuziale, dopo essersi congedato dagli amici che, giù da basso, avevano brindato
in onore degli sposi fino a tarda sera. Jonathan era un giovane di bellezza
innegabile. Irradiava una forte mascolinità che a Julia non era certo
indifferente. Alto, di corporatura atletica, dimostrava più dei suoi
venticinque anni. Quando irruppe all’interno, lo fece con una disinvoltura naturale,
certamente pronto ad assolvere i propri doveri coniugali senza la minima
esitazione o imbarazzo. Vestiva con eleganza informale, una giacca blu scuro
fatta su misura, dei calzoni color crema che lo fasciavano come una seconda
pelle e un paio di stivali lucidi. I serici capelli biondi contrastavano con il
nero del fazzoletto da collo, annodato in maniera impeccabile.
– Vediamo di portare a termine il nostro
ingrato compito, milady – le disse, lasciandosi cadere su una poltrona per
togliersi gli stivali, lo sguardo che percorreva la sua intera figura
rischiarata dalla flebile luce di una candela.
Julia deglutì, seguendo i movimenti
bruschi del marito con apprensione. Sembrava irritato e forse anche un po’
brillo. Avrebbe voluto dirgli che per lei non vi era nulla di ingrato in tutto
ciò, ma le parole non vollero uscire, costringendola a restare in silenzio.
Poi lui si chinò a sfilarsi le
calze. – Sarò sincero con voi fin dall’inizio: vi ho sposata unicamente perché
vi sono stato costretto. Mio padre pensa che la figlia di un duca possa essere
un buon affare per me. Tuttavia, non illudetevi. Non sono innamorato di voi, né
mai lo sarò.
– Come fate a dirlo? – istintivamente
Julia ritrovò la voce. Incatenò gli occhi ai suoi, sforzandosi di capire se
fosse serio o se quelle parole crudeli fossero il risultato dei troppi
bicchieri di vino che si era scolato durante il ricevimento di nozze. – Ancora
non sapete nulla di me. Forse, conoscendomi meglio…
La sua bassa risata la fece irrigidire. –
Non vi illudete, milady. Non credo nell’amore e sono convinto che qualsiasi
illusione romantica possiate nutrire nei miei confronti sia solo il frutto di
fantasie sciocche e infantili.
Con un movimento repentino, Jonathan si
alzò sfilandosi da sopra la testa la candida camicia di lino, per poi
abbandonarla sul pavimento insieme al resto degli indumenti. Julia sgranò gli
occhi, fissando senza fiato la gloriosa distesa del petto e i capezzoli ritti
che risaltavano sulla pelle abbronzata. Poi, le mani di Jonathan scesero
sull’allacciatura dei calzoni. Il suo primo istinto fu quello di voltarsi e
distogliere lo sguardo, ma si fece forza e rimase inerte, senza muovere un solo
muscolo. Si impose di guardarlo mentre si abbassava le braghe sulle cosce
muscolose, finché non fu completamente nudo di fronte a lei.
Allora sentì stringersi lo stomaco e serrò
i pugni conficcandosi le unghie nei palmi. L’asta del sesso era lunga e spessa
e sembrava crescere sotto il suo sguardo fino a svettare contro i muscoli
dell’addome.
Accorgendosi del suo sbigottimento lui
rise di nuovo, piano. – Be’, come vedete sono perfettamente in grado di
consumare questa unione, quali che siano i miei sentimenti per voi – Fece una
pausa durante la quale Julia ebbe l’impressione che tutto l’ossigeno le venisse
risucchiato dai polmoni. – Allora, vogliamo andare a letto?
* * *
Jonathan cercò di fare tutto il
più velocemente possibile. Julia era stretta e si agitava sotto di lui,
rendendo più complicati gli affondi. Aveva provato a eccitarla accarezzandola
fra le cosce, ma lei si era immediatamente irrigidita, scalciando per spingerlo
via e mettendosi a piangere.
Sospettava che fosse frigida.
Imprecò sottovoce mentre si ritraeva per
penetrarla ancor più in profondità, ignorando le sue lacrime. Ecco perché
odiava le vergini e si guardava bene dall’andare a letto con una donna che non
avesse una certa esperienza. Julia lo stava facendo sentire un bruto e quello
era, senza ombra di dubbio, l’amplesso più insoddisfacente della sua vita.
– Non durerà ancora a lungo – le sussurrò,
muovendosi più in fretta. – Vi avrei evitato tutto questo, ma la nostra unione
non sarebbe stata legale altrimenti.
In risposta udì un altro singhiozzo
sommesso.
Jonathan giurò a se stesso che quella
sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe posseduto la moglie. Forse, se e
quando gli fosse venuta voglia di mettere al mondo un erede, avrebbe ripetuto
l’esperienza. Ma non prima di allora. Per un attimo sperò che lei rimanesse
subito incinta, così da non doversene occupare più.
Con un basso ringhio riversò il proprio
seme dentro di lei e rotolò via, ansimando leggermente. Lei rimase immobile, a
fissare il soffitto sopra le loro teste come una vergine sacrificale. Be’,
vergine non lo era più a ogni modo. Jonathan si sollevò su un gomito e la fissò
accigliato. – Domani partirò per Londra e non mi vedrete per molto tempo, mi
avete capito?
Lei sgranò i suoi occhioni verdi,
mordicchiandosi il labbro inferiore. – Londra? Per quale motivo?
– Ho deciso che vivremo separati, così voi
non dovrete sopportare la mia presenza né io la vostra. Sarà molto meglio per
entrambi.
Si aspettava di sentirla sospirare di
sollievo, ma non fu così. Julia rimase rigida e impettita. Cominciava a credere
che quello fosse il suo stato naturale. Jonathan si schiarì la voce. –
Ascoltatemi, Julia. Non dovete preoccuparvi. Mi occuperò del vostro
mantenimento e di tutto ciò di cui potreste avere bisogno. Non vi mancherà mai
nulla.
Lacrime silenziose ripresero a scendere
lungo le sue guance pallide.
Perché
diavolo piangeva adesso?
Stufo di sopportare tutto ciò, Jonathan si
alzò e si rivestì senza dedicarle un’altra occhiata. – Addio, Julia – disse
infine, varcando la porta.
Sbatté l’uscio con forza alle sue spalle,
lasciandosi dietro una ragazzina in lacrime e una notte da dimenticare. Per
fortuna, era tutto finito.
1
Londra, maggio 1805
Le donne lo affascinavano.
Soprattutto quelle dissolute, prive di inibizioni. Era intrigato dal loro modo
di sedurre, mettendo in mostra i seni voluttuosi attraverso le scollature degli
abiti mentre agitavano i propri ventagli davanti al viso imbellettato.
Jonathan Drake si mosse sulla poltroncina,
lo sguardo rivolto al palco privato in cui sedevano due dame attraenti, intente
a seguire rapite l’esibizione del tenore. Una delle due aveva lunghi capelli
bruni, intrecciati con fili di perle che ne risaltavano la lucentezza. Era una
delle più famose cortigiane di tutta Londra e la conosceva piuttosto bene.
L’altra invece era per lui un vero mistero. La colse nell’atto di sventolarsi
languidamente il viso delicato, arrossato dal caldo, mentre alcune ciocche dei
setosi capelli ramati le sfioravano il collo sottile. Era certo di non aver mai
visto una donna più sensuale e conturbante di quella.
Un brivido caldo gli scese lungo la
schiena quando lo sguardo gli cadde sulla porzione di carne opulenta, contenuta
a stento nel corpetto dell’abito color smeraldo che ben si intonava al colore
dei suoi occhi. La scollatura era dannatamente generosa e gli provocò
un’erezione improvvisa che premeva in modo imbarazzante contro i suoi calzoni
aderenti.
Strattonò il fazzoletto da collo
allentandolo.
Era una sua impressione o lì dentro si
soffocava?
Tornò a osservare quell’ammaliante
creatura domandandosi chi potesse essere. Di certo non un membro del ton, a giudicare dalla compagnia che si
era scelta e dal vestito audace che indossava. Tuttavia, non sembrava neppure
una demi-mondaine, con quei grandi
occhi da cerbiatta impaurita che saettavano a destra e a sinistra, quasi nel
tentativo di prendere familiarità con un ambiente a lei poco consono.
Forse era una parente di Madame Dubois,
giunta da fuori Londra per tenerle compagnia. A ogni modo doveva scoprirlo. Era
giusto in cerca di una nuova amante e quella sembrava fare proprio al caso suo:
bella come una dea, pareva coniugare innocenza e spregiudicatezza in un’unica
persona.
Ne era inevitabilmente affascinato.
All’improvviso, la dama misteriosa si
protese in avanti sollevando il binocolo per mettere meglio a fuoco i cantanti
d’opera sul palcoscenico. Nel farlo, i suoi seni deliziosi premettero contro la
stoffa del corpetto e Jonathan fu quasi certo di intravedere le punte rosee dei
capezzoli.
Deglutì, allungando le gambe alla ricerca
di una posizione più comoda.
Dio, il suo sesso era diventato talmente
duro da risultare doloroso.
Quella donna aveva un seno stupendo, pieno
e delle dimensioni giuste. Gli toglieva il fiato. Si rese conto di non riuscire
a staccare lo sguardo da lei, dalla curva aggraziata delle spalle nude, dalla
sua pelle di porcellana o da quelle labbra turgide e seducenti, incurvate in un
autentico sorriso.
– Sapete per caso chi sia la donna in
compagnia di Madame Dubois? – chiese all’amico che gli sedeva di fianco. Roger Fisher,
visconte Dillon, era al suo pari un gran intenditore di bellezze femminili e
aveva un discreto numero di conoscenze nell’ambiente del demi-monde. Distolse lo sguardo dal palcoscenico, la fronte
leggermente corrugata, e lo rivolse alla dama in questione. Un fischio
d’ammirazione gli sfuggì dalle labbra.
– Non ne ho idea, ma è indubbiamente una
signora di gran fascino.
Jonathan annuì. – Devo esserle assolutamente presentato. Durante
l’intervallo andrò a porgere i miei saluti a Cecile.
Roger lo osservò di sbieco, negli occhi
una luce maliziosa. – Non perdi tempo, vedo. Hai lasciato la tua ultima amante
solo una settimana fa e già ti stai guardando intorno?
– Sai che non riesco a stare lontano dalle
sottane, amico mio – ribatté lui, divertito. – Amanda si era fatta troppo
possessiva e ho dovuto porre fine alla nostra relazione. Ma questo non vuol
dire che debba condurre una vita da monaco, ti pare?
Roger sogghignò e tornò a concentrarsi
sullo spettacolo. Jonathan lo imitò, o almeno ci provò. Gli parve fosse
trascorsa un’eternità quando finalmente l’orchestra smise di suonare e i
cantanti si ritirarono dietro le quinte per l’intervallo. Scattò in piedi,
precipitandosi fuori in direzione del foyer,
dove aveva intravisto l’abito color smeraldo della dama misteriosa. Non l’aveva
persa d’occhio dall’esatto momento in cui era calato il sipario. La sentì
ridere per una battuta sussurratale all’orecchio da un ammiratore, mentre
piegava il capo all’indietro esponendo il lungo collo pallido alla vista dei
presenti. La sua risata roca, di gola, gli fece venire i brividi. Quella donna
era un concentrato di sensualità. Si chiese come sarebbe stato averla a propria
disposizione, nuda in un letto.
–
Buonasera, Cecile – disse avanzando con passi indolenti, un sorriso ironico
stampato sul viso. – Che piacere vedervi.
Madame Dubois lo studiò da sotto le ciglia
abbassate. Ebbe l’impressione di notare un guizzo di malizia in quegli occhi di
un intenso blu notte, ma fu solo un attimo. Subito dopo gli stava porgendo la
mano guantata, con grazia. – Sir Drake, il piacere è tutto mio. Posso
presentarvi mia cugina, madame Juliette Morin? Si trova a Londra da pochi
giorni e ancora non conosce nessuno qui.
In quell’istante la dama misteriosa si
voltò, indirizzandogli un’occhiata languida che lo colpì dritto al cuore. Vista
da vicino era ancora più bella.
– Onorato di fare la vostra conoscenza,
madame Morin – Jonathan si inchinò, senza distogliere lo sguardo da lei un solo
secondo. Nei limpidi occhi verdi scorse delle pagliuzze dorate che parvero
risplendere sotto le luci del lampadario di cristallo che illuminava la sala.
Lei si schiarì la voce celando il bel
volto dietro al proprio ventaglio, in un gesto che gli parve allo stesso tempo
pudico e civettuolo. – Sono io a sentirmi onorata, sir Drake. Ho sentito molto
parlare di voi.
– Sul serio? Spero non diate ascolto ai
pettegolezzi. Non tutto quello che si dice sul mio conto corrisponde a verità.
Juliette rise di nuovo, piano. –
Corrisponde a verità che siete uno degli uomini più ambiti nei salotti
londinesi e che non lasciate mai un’amante insoddisfatta?
Se nutriva ancora qualche dubbio sul fatto
che quella donna non fosse una demi-mondaine,
fu immediatamente fugato da quelle parole. Nessuna signora avrebbe mai
affrontato un argomento tanto audace in pubblico. Decise di stare al gioco. –
Non posso confermare un’affermazione del genere senza peccare di superbia,
madame. Ma sono a vostra disposizione qualora voleste confutare voi stessa tali
dicerie.
Lei arrossì appena, dietro al ventaglio,
causandogli uno spasmo al basso ventre. Finora non si era mai reso conto di
trovare affascinanti le donne capaci di arrossire. Eppure, fu una certezza nel
momento in cui il suo sguardo si posò su quelle gote fiammeggianti.
– Mi state proponendo di diventare la
vostra amante, sir Drake? – Juliette sbatté le lunghe ciglia ramate,
ammaliandolo. Se ancora fosse stato restio a soccombere al suo fascino, sarebbe
caduto ai suoi piedi in quel preciso istante. Quella donna ci sapeva
maledettamente fare.
Rise a sua volta. – Perdonate la mia
sfacciataggine, madame. Proprio non so resistere al fascino di una bella donna.
– Sul serio mi trovate bella?
Gli parve sorpresa, i grandi occhi verdi
che lo scrutavano da dietro il ventaglio. Diamine, ne dubitava forse? Oppure
era semplicemente a caccia di complimenti? Stava per risponderle a tono quando
Madame Dubois posò la mano guantata sul braccio della cugina. – Il secondo
tempo sta per iniziare. Sarà meglio tornare ai nostri posti.
Jonathan si accigliò. Era già finito
l’intervallo? Il tempo era volato in compagnia di Juliette e quasi non se ne
era accorto. – Quando potrò rivedervi? – si affrettò a chiederle,
infischiandosene di apparire troppo insistente.
– Mi piacerebbe visitare Londra – rispose
lei, gli occhi che rilucevano di entusiasmo mal celato. – Potreste farmi da
cicerone, se per voi non è un disturbo.
– Nessun disturbo. In realtà pensavo di
proporvelo io stesso. Posso passare a prendervi domani, nel primo pomeriggio.
Dove alloggiate?
– Sono ospite di mia cugina Cecile.
Immagino sappiate dove abiti, non è vero? Tutta Londra lo sa.
Jonathan annuì. Non c’era da stupirsi che
l’indirizzo di madame Dubois fosse così noto. A turno erano finiti tutti nel
suo letto. – A domani, allora.
Lei gli indirizzò un cenno di assenso e un
ultimo sorriso sbarazzino, prima di congedarsi e sparire dentro al suo palco.
Pur a malincuore, Jonathan si avviò verso il proprio e si lasciò cadere sulla
poltroncina. Ignorò lo sguardo curioso di Roger e sbuffò piano. Quel secondo
tempo sarebbe stato terribilmente lungo, ne era certo.
* * *
Julia si accomodò al suo posto,
stringendo il proprio ventaglio con tanta forza da spezzarlo. Tremava tutta. –
Non mi ha riconosciuta – disse, con un sospiro che non avrebbe saputo dire se
di sollievo o rammarico.
Madame Dubois le prese una mano fra le
sue, in un gesto affettuoso. – Non dovete stupirvene. Voi stessa mi avete detto
che sono trascorsi dieci anni dall’ultima volta che lo avete visto e che da
allora siete cambiata molto.
Lei annuì, fingendo di guardare il
palcoscenico mentre uno scroscio di applausi accoglieva il ritorno dei cantanti.
– Avevo sedici anni quando mi sono sposata con Jonathan. Ero così
insignificante a quei tempi! Magra, senza seno e col viso coperto di
lentiggini. I miei capelli erano indomabili e di un orribile color carota: un’accozzaglia
di riccioli ribelli – rise amaramente al ricordo della ragazzina timida e
ingenua che era stata. Col tempo aveva preso peso, i seni erano fioriti e i
capelli si erano leggermente scuriti diventando di un caldo rosso tiziano.
Anche il viso aveva perso traccia delle lentiggini che tanto l’avevano afflitta
nella sua adolescenza. La sua pelle ora era perfetta: candida e setosa.
Ma i cambiamenti più importanti li doveva
a madame Dubois. Lei era la sua mentore. Le aveva insegnato ad avere fiducia in
se stessa e tutte quelle armi di seduzione, utili a far cadere gli uomini ai
suoi piedi. Grazie a lei era riuscita ad attirare l’attenzione di suo marito,
che in quegli anni si era completamente disinteressato alla sua persona.
Sospirò, trattenendo a stento le lacrime.
– Vuole rivedermi. Domani.
Cecile la studiò un attimo, prima di
risponderle. – E voi? Volete rivederlo?
Cielo, sì! Non era lì per quello?
Lasciò andare il respiro, facendosi aria
col ventaglio. – Certo. È lo scopo del mio viaggio a Londra riconquistare mio
marito.
– Riconquistarlo o diventare la sua
amante? Sono due cose ben diverse, mia cara.
Julia scrollò le spalle. – Voglio sedurlo,
fargli perdere completamente la testa. Pensate che sia sbagliato?
Madame Dubois le rivolse un sorriso
malizioso. – No, affatto. Tuttavia, mi chiedo perché vogliate proprio lui. Non
mi avete detto che la vostra prima notte di nozze fu orribile, insoddisfacente
per entrambi? Qui a Londra ci sono tanti uomini affascinanti che darebbero la
vita per venire a letto con voi. Posso presentarvene alcuni, se lo desiderate.
Julia si irrigidì. – Vi ringrazio per
l’offerta, ma non sono cambiata poi così tanto. Non sono una sgualdrina. E poi
le voci che ho sentito sul conto di mio marito sono entusiastiche. Tutte le sue
amanti sono concordi nel definirlo un uomo appassionato, decisamente al di
sopra di ogni aspettativa a letto. Voi stessa me lo avete confermato.
Cecile ridacchiò, probabilmente ricordando
i tempi della sua antica relazione con Jonathan. – Sì, vostro marito ci sa fare.
Su questo non vi sono dubbi, ma…
– Sono certa che, se mi considerasse alla
stregua di un’amante, si impegnerebbe per soddisfare anche me.
– Ma certo, mia cara. Quello che non
capisco è perché vogliate sedurlo, per poi tornare nel Bedforshire a fare la
reclusa. Cosa ricaverete da questa avventura?
Julia esitò. Vi aveva riflettuto a lungo
negli ultimi mesi, ma era difficile esprimere a parole ciò che provava. Si
schiarì la voce. – Voglio sentirmi una donna sensuale e disinibita, almeno per
una volta nella vita. E voglio fare l’amore con mio marito. Non mi importa se
non sarà per sempre. Non nutro illusioni in tal senso. So bene che tutte le sue
relazioni si concludono, prima o poi, e che
Jonathan non è portato per i legami di lunga durata. Ma è così umiliante
sapere di essere l’unica donna che non ha conosciuto il piacere fisico tra le
sue braccia.
– Dunque è una questione di orgoglio?
– Forse. A ogni modo, mi aiuterete?
Madame Dubois sorrise. – Ma certo, mia
cara. Sarà divertente vedere sir Drake capitolare. Ciononostante, non temete
che possa scoprire il vostro inganno? Se decidesse di raggiungervi nel
Bedfordshire, capirebbe che voi e Juliette Morin siete la stessa persona.
Julia si lasciò sfuggire un’amara risata.
– Non viene a trovarmi da dieci anni. Perché dovrebbe volerlo fare adesso?
– Prima o poi potrebbe desiderare di
mettere al mondo un erede a cui passare il titolo di baronetto.
Lei deglutì. Sì, esisteva quella
possibilità in effetti. Ma non le importava. – Correrò il rischio.
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lunedì 18 settembre 2017
LA CONTESSA DELLE TENEBRE - ROMANCE STORICO
Carissimi lettori,
ho pensato di parlarvi di alcuni miei vecchi romanzi, in modo da farli conoscere un po' a chi ancora non li ha letti.
Comincio con La contessa delle tenebre, un romance storico liberamente ispirato a una figura storica realmente esistita: Marie Thérèse Charlotte di Borbone, la sfortunata figlia di Luigi XVI e Maria Antonietta.
TRAMA:
Parigi, 1795. Marie Thérèse Charlotte di Borbone da tre anni vive rinchiusa fra le mura della Torre del Tempio, imprigionata dai rivoluzionari francesi. Ha visto morire, uno dopo l’altro, tutti i suoi familiari e ha subito la più tremenda delle umiliazioni: lo stupro; teme di non avere alcuna via d’uscita quando le viene proposta la liberazione, in cambio di dodici prigionieri di guerra.
La stessa sera, mentre si sta svagando con partite a carte e prostitute, Leonardus Cornelius Van der Valck riceve la visita di un nobile austriaco che gli fa un’offerta che non può rifiutare: l’imperatore in persona gli chiede di prendere sotto la propria custodia la cugina, unica superstite della famiglia reale francese. Ma c’è un problema: l’affascinante e scaltro libertino dovrà sposare la ragazza, rimasta incinta durante la prigionia.
Riusciranno due persone tanto diverse a fidarsi l’una dell’altra? E Charlotte saprà superare il trauma della violenza subita, per aprire il suo cuore all’amore vero?
Scottanti passioni, rapimenti, scambi di persona e intrighi politici si susseguono per dare vita a un romanzo in cui amore e coraggio accompagnano il lettore, pagina dopo pagina.
Link d'acquisto su amazon: https://www.amazon.it/contessa-delle-tenebre-Laura-Gay-ebook/dp/B00I5NBO5Y
La prossima volta vi posterò l'incipit del romanzo. Stay tuned. ;-)
ho pensato di parlarvi di alcuni miei vecchi romanzi, in modo da farli conoscere un po' a chi ancora non li ha letti.
Comincio con La contessa delle tenebre, un romance storico liberamente ispirato a una figura storica realmente esistita: Marie Thérèse Charlotte di Borbone, la sfortunata figlia di Luigi XVI e Maria Antonietta.
TRAMA:
Parigi, 1795. Marie Thérèse Charlotte di Borbone da tre anni vive rinchiusa fra le mura della Torre del Tempio, imprigionata dai rivoluzionari francesi. Ha visto morire, uno dopo l’altro, tutti i suoi familiari e ha subito la più tremenda delle umiliazioni: lo stupro; teme di non avere alcuna via d’uscita quando le viene proposta la liberazione, in cambio di dodici prigionieri di guerra.
La stessa sera, mentre si sta svagando con partite a carte e prostitute, Leonardus Cornelius Van der Valck riceve la visita di un nobile austriaco che gli fa un’offerta che non può rifiutare: l’imperatore in persona gli chiede di prendere sotto la propria custodia la cugina, unica superstite della famiglia reale francese. Ma c’è un problema: l’affascinante e scaltro libertino dovrà sposare la ragazza, rimasta incinta durante la prigionia.
Riusciranno due persone tanto diverse a fidarsi l’una dell’altra? E Charlotte saprà superare il trauma della violenza subita, per aprire il suo cuore all’amore vero?
Scottanti passioni, rapimenti, scambi di persona e intrighi politici si susseguono per dare vita a un romanzo in cui amore e coraggio accompagnano il lettore, pagina dopo pagina.
Link d'acquisto su amazon: https://www.amazon.it/contessa-delle-tenebre-Laura-Gay-ebook/dp/B00I5NBO5Y
La prossima volta vi posterò l'incipit del romanzo. Stay tuned. ;-)
sabato 1 luglio 2017
Book's Angels: SOLE, MARE, AMORE, LAURA GAY. Recensione.
Book's Angels: SOLE, MARE, AMORE, LAURA GAY. Recensione.: TITOLO: Sole, mare, amore AUTORE: Laura Gay EDITORE: Newton Compton PUBBLICAZIONE: 30 giugno 2017 GENERE: Erotic no...
la mia biblioteca romantica recensisce SOLE MARE AMORE
la mia biblioteca romantica: SOLE MARE AMORE di Laura Gay (Newton Compton): Autrice: Laura Gay Pubblicazione: Newton Compton, 30 giugno 2017, pp. 29 Genere: Contemporaneo Ambientazione: Messico Livello...
venerdì 30 giugno 2017
Recensione in Anteprima - SOLE MARE AMORE di Laura...
Linda Bertasi Blog: Recensione in Anteprima - SOLE MARE AMORE di Laura...: Oggi recensisco il nuovo racconto di Laura Gay , dal titolo "Sole Mare Amore" . Laura torna con un nuovo lavoro edito da Newton...
martedì 23 maggio 2017
SOLE MARE AMORE - COVER REVEAL
Ciao a tutti,
finalmente ho la data d'uscita e la cover del mio racconto estivo, edito da Newton Compton.
Lo troverete in tutti i principali store on line a partire dal 30 giugno.
SAVE THE DATE!
finalmente ho la data d'uscita e la cover del mio racconto estivo, edito da Newton Compton.
Lo troverete in tutti i principali store on line a partire dal 30 giugno.
SAVE THE DATE!
venerdì 5 maggio 2017
PRESTO IN ARRIVO...
Ciao a tutti,
vi scrivo per annunciarvi una novità. Ancora non ho una data precisa, in linea di massima tra giugno e luglio, uscirà un mio nuovo racconto edito da Newton Compton.
Si tratta di una storia estiva, frizzante e divertente, con una protagonista un po' svampita e un personaggio maschile sexy e un po' selvaggio.
Pronti a conoscerli?
Allora restate sintonizzati sul mio blog o sulla mia pagina facebook, perché vi darò via via qualche succosa anticipazione.
A presto!
vi scrivo per annunciarvi una novità. Ancora non ho una data precisa, in linea di massima tra giugno e luglio, uscirà un mio nuovo racconto edito da Newton Compton.
Si tratta di una storia estiva, frizzante e divertente, con una protagonista un po' svampita e un personaggio maschile sexy e un po' selvaggio.
Pronti a conoscerli?
Allora restate sintonizzati sul mio blog o sulla mia pagina facebook, perché vi darò via via qualche succosa anticipazione.
A presto!
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Racconti,
Segnalazioni
venerdì 13 gennaio 2017
MILLE NOTTI DI TE E DI ME È IN PREVENDITA
Vi informo che il mio romanzo Mille notti di te e di me è in prevendita da oggi su tutti i principali store online.
TRAMA:
Per tutte le lettrici romantiche che hanno sognato con Pretty Woman
Eva Massa, una ventenne genovese, è completamente al verde. Deve trovare al più presto un modo per potersi mantenere e completare gli studi universitari. Alla soluzione pensa la sua amica Fiamma, intraprendente e audace, che invia alcune foto dell’ignara Eva a un sito per accompagnatrici di lusso. E la chioma rossa della ragazza non passa inosservata. La proposta più allettante arriva da un ricco uomo d’affari londinese: cinquantamila euro in cambio di un weekend insieme a lui a Londra, senza dover fare sesso. Eva all’inizio rifiuta, poi la curiosità e il fascino di Brian Armitage hanno il sopravvento sul buonsenso, e la ragazza accetta, nascondendo al fidanzato, Davide, la verità su quel fine settimana londinese. Quando Brian ed Eva si vedono, l’attrazione tra loro è palpabile. Dopo una giornata trascorsa a fare shopping nelle più belle vie londinesi, Eva cede alla tentazione di abbandonarsi a Brian. E il sesso tra di loro non sarà affatto soft…
TRAMA:
Per tutte le lettrici romantiche che hanno sognato con Pretty Woman
Eva Massa, una ventenne genovese, è completamente al verde. Deve trovare al più presto un modo per potersi mantenere e completare gli studi universitari. Alla soluzione pensa la sua amica Fiamma, intraprendente e audace, che invia alcune foto dell’ignara Eva a un sito per accompagnatrici di lusso. E la chioma rossa della ragazza non passa inosservata. La proposta più allettante arriva da un ricco uomo d’affari londinese: cinquantamila euro in cambio di un weekend insieme a lui a Londra, senza dover fare sesso. Eva all’inizio rifiuta, poi la curiosità e il fascino di Brian Armitage hanno il sopravvento sul buonsenso, e la ragazza accetta, nascondendo al fidanzato, Davide, la verità su quel fine settimana londinese. Quando Brian ed Eva si vedono, l’attrazione tra loro è palpabile. Dopo una giornata trascorsa a fare shopping nelle più belle vie londinesi, Eva cede alla tentazione di abbandonarsi a Brian. E il sesso tra di loro non sarà affatto soft…
ESTRATTO:
Lei
deglutì. «Ed
è per questo che mi hai fatto venire qui? Perché avevi bisogno che ti
accompagnassi a questo ricevimento di lavoro?». Parlò con un lieve sarcasmo, convinta che ci fosse
dell’altro. Qualcosa che non riusciva a capire fino in fondo.
«Eva…». Le sue dita risalirono lungo il braccio nudo
facendole venire la pelle d’oca. «Ti
ho fatto venire qui perché ti voglio. Voglio tutto di te. Il tuo corpo, la tua
prorompente sensualità, la tua bellezza…».
«Sai che non verrò a letto con te», lo interruppe prima di lasciarsi
corrompere dalle sue lusinghe. Stava diventando difficile respingerlo.
Praticamente impossibile. «Quante
volte te lo devo ripetere? Sono fidanzata. Fi-dan-za-ta».
Una
luce pericolosa si accese nello sguardo di Armitage. Cominciò a giocherellare
con una ciocca dei suoi capelli, arrotolandosela attorno a un dito. «Parlami di lui. Deve essere
speciale. Credimi, sono poche le donne che danno importanza a un legame di
coppia. La maggior parte delle signore che si sono infilate nel mio letto erano
sposate, eppure non hanno avuto la minima esitazione. Né si sono pentite in seguito».
Oh,
Eva non ne dubitava. Armitage sembrava saperci fare con le donne. «Io non sono così. Mi ripugna
tradire il mio uomo»,
disse nell’inutile tentativo di convincere se stessa. In effetti era sempre
stato così, prima di posare gli occhi su di lui. Armitage la confondeva e la
faceva dubitare delle proprie convinzioni.
«Ne sei assolutamente certa?». La sua mano si spostò alla base
della nuca, massaggiandola col pollice. «Perché,
se devo essere sincero, hai tutta l’aria di una donna che non vede l’ora di
essere scopata».
Quelle
parole, così brutali e sincere, la fecero trasalire. Le sue guance si tinsero
all’istante di un rosso porpora. «Come
ti permetti? L’avermi pagato il viaggio e questo ridicolo vestito non ti dà il
diritto di…».
«Dico solo ciò che vedo, Eva. Il
corpo di una donna eccitata emette segnali inequivocabili. Il modo in cui
stringi le cosce, il respiro accelerato, i capezzoli turgidi sotto la stoffa
dell’abito. È come se mi stessi gridando in faccia di prenderti. Qui. Ora».
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Segnalazioni
giovedì 27 ottobre 2016
RACCONTI PER SOGNARE CUORI PER DONARE
Carissimi lettori,
vi informo che l'antologia a sostegno delle persone colpite dal sisma è finalmente online.
La Terra ha tremato, ma noi siamo ben piantati a terra e vi chiediamo sostegno, solidarietà e un pensiero.
Abbiamo chiesto a numerosi scrittori un racconto in regalo, per creare un'antologia che mettiamo in vendita. Tutto il ricavato sarà devoluto alle popolazioni colpite dal sisma. Il pensiero e il denaro arriveranno dove devono e sappiamo che, in ogni caso, ci sarà un pezzo di cuore di ciascuno di noi assieme ai fondi necessari a ripartire. Ripartire è l’obiettivo principale, senza una mano tesa nessuno può sperare di riuscire in qualcosa. Noi siamo qui per questo. Anche voi.
https://www.amazon.it/dp/B01MDRGBXF/
vi informo che l'antologia a sostegno delle persone colpite dal sisma è finalmente online.
La Terra ha tremato, ma noi siamo ben piantati a terra e vi chiediamo sostegno, solidarietà e un pensiero.
Abbiamo chiesto a numerosi scrittori un racconto in regalo, per creare un'antologia che mettiamo in vendita. Tutto il ricavato sarà devoluto alle popolazioni colpite dal sisma. Il pensiero e il denaro arriveranno dove devono e sappiamo che, in ogni caso, ci sarà un pezzo di cuore di ciascuno di noi assieme ai fondi necessari a ripartire. Ripartire è l’obiettivo principale, senza una mano tesa nessuno può sperare di riuscire in qualcosa. Noi siamo qui per questo. Anche voi.
https://www.amazon.it/dp/B01MDRGBXF/
sabato 21 novembre 2015
IN ARRIVO A GENNAIO
Eva Massa è una ragazza come tante. Ha vent’anni, studia
all’università, ha un ragazzo e una vita normale. Ma un giorno il suo mondo
precipita insieme all’aereo su cui viaggiavano i suoi genitori: si ritrova
orfana e con un mare di debiti da pagare. In suo soccorso sembra apparire dal
nulla un miliardario inglese molto, ma molto sexy, che le fa una proposta
scandalosa: trascorrere un week end a Londra, in sua compagnia, in cambio di
cinquantamila euro.
Eva non vorrebbe cedere, ma come rifiutare un uomo come
Brian Armitage: ricco, carismatico e con una voce in grado di sciogliere il
Polo Nord? L’unico rischio è quello di innamorarsi perdutamente di lui.
Saprà Eva tenergli testa? E Brian è così come appare o
nasconde degli inconfessabili segreti? Tutto
di te è un romanzo erotico e romantico al tempo stesso, che appassionerà le
lettrici che amano le storie d’amore con un pizzico di peperoncino.
BE TUNED... IN ARRIVO A GENNAIO!!!
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Romanzi,
Segnalazioni
mercoledì 18 febbraio 2015
Una notte indimenticabile - recensione
Il mio ultimo racconto erotico recensito nel blog di "Insaziabili Letture". Grazie, ragazze!
http://insaziabililetture.blogspot.it/2015/02/recensione-una-notte-indimenticabile-di.html
http://insaziabililetture.blogspot.it/2015/02/recensione-una-notte-indimenticabile-di.html
martedì 10 febbraio 2015
LA DAMA MISTERIOSA
Care lettrici,
vi segnalo l'uscita nei principali e-book store del mio ultimo romance storico/erotico, dal titolo "La dama misteriosa". Si tratta di uno spin off de "La contessa delle tenebre", ma è autoconclusivo e può essere letto separatamente.
TRAMA:
Londra, 1805. Sir Jonathan Drake, baronetto impiegato presso i servizi segreti britannici, ha sempre rifuggito l'amore. Ma quando incrocia lo sguardo di una misteriosa e seducente dama con un abito provocante, in un palco all'Opera, se ne invaghisce all'istante.
Quella donna lo affascina e lo turba nel profondo; non ha riconosciuto in lei l'insignificante creatura che ha sposato dieci anni prima e poi dimenticato, relegandola nella sua dimora di campagna.
Ora quella fanciulla timida e impaurita si è trasformata in una donna ammaliante e sensuale, pronta a riprendersi ciò che lui le ha negato. E tutto a un tratto, Drake non desidera altro che prenderla fra le braccia e amarla appassionatamente. Ma le umiliazione da lei subite, in tutti quegli anni di solitudine, non sono così facili da dimenticare e lui dovrà lottare assiduamente per riconquistarla. Anche se per farlo dovrà mettere a rischio il proprio cuore.
vi segnalo l'uscita nei principali e-book store del mio ultimo romance storico/erotico, dal titolo "La dama misteriosa". Si tratta di uno spin off de "La contessa delle tenebre", ma è autoconclusivo e può essere letto separatamente.
TRAMA:
Londra, 1805. Sir Jonathan Drake, baronetto impiegato presso i servizi segreti britannici, ha sempre rifuggito l'amore. Ma quando incrocia lo sguardo di una misteriosa e seducente dama con un abito provocante, in un palco all'Opera, se ne invaghisce all'istante.
Quella donna lo affascina e lo turba nel profondo; non ha riconosciuto in lei l'insignificante creatura che ha sposato dieci anni prima e poi dimenticato, relegandola nella sua dimora di campagna.
Ora quella fanciulla timida e impaurita si è trasformata in una donna ammaliante e sensuale, pronta a riprendersi ciò che lui le ha negato. E tutto a un tratto, Drake non desidera altro che prenderla fra le braccia e amarla appassionatamente. Ma le umiliazione da lei subite, in tutti quegli anni di solitudine, non sono così facili da dimenticare e lui dovrà lottare assiduamente per riconquistarla. Anche se per farlo dovrà mettere a rischio il proprio cuore.
lunedì 2 febbraio 2015
Una notte indimenticabile
Ciao a tutti,
da domani in uscita su tutti gli e-book store il mio nuovo racconto erotico, "Una notte indimenticabile".
TRAMA:
Luca è un ragazzo difficile. Passa le giornate stordendosi con alcol, donne e droghe leggere; tutto pur di dimenticare il rapporto burrascoso col proprio padre. Manuela invece è seria, con la testa sulle spalle, e sogna il grande amore. Possono due persone tanto diverse trovare un punto d'incontro?
Luca incontra Manuela una sera, in un locale. Lei rappresenta tutto ciò da cui vorrebbe stare lontano, eppure si sente irrimediabilmente attratto da quella ragazza per nulla appariscente, ma con una risata talmente sexy da infiammare i sensi. Decide di farla sua per una notte, tuttavia quello che comincia come un gioco diventa molto di più. Luca è ossessionato da lei. Più Manuela gli sfugge, più lui la cerca, in un rincorrersi di eros e sentimento che cambierà drasticamente le loro vite.
da domani in uscita su tutti gli e-book store il mio nuovo racconto erotico, "Una notte indimenticabile".
TRAMA:
Luca è un ragazzo difficile. Passa le giornate stordendosi con alcol, donne e droghe leggere; tutto pur di dimenticare il rapporto burrascoso col proprio padre. Manuela invece è seria, con la testa sulle spalle, e sogna il grande amore. Possono due persone tanto diverse trovare un punto d'incontro?
Luca incontra Manuela una sera, in un locale. Lei rappresenta tutto ciò da cui vorrebbe stare lontano, eppure si sente irrimediabilmente attratto da quella ragazza per nulla appariscente, ma con una risata talmente sexy da infiammare i sensi. Decide di farla sua per una notte, tuttavia quello che comincia come un gioco diventa molto di più. Luca è ossessionato da lei. Più Manuela gli sfugge, più lui la cerca, in un rincorrersi di eros e sentimento che cambierà drasticamente le loro vite.
sabato 10 gennaio 2015
Classifica degli e-book Delos Digital più venduti
Carissime lettrici,
è con mia grande emozione che vi annuncio che ben quattro dei miei racconti sono nella classifica dei 50 e-book più venduti nel 2014 da Delos Digital.
Per chi volesse consultarla, ecco il link:
http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?t=17138&highlight
Grazie a tutte voi per avermi aiutata a raggiungere questo successo.
Con tutto il mio affetto
Laura
è con mia grande emozione che vi annuncio che ben quattro dei miei racconti sono nella classifica dei 50 e-book più venduti nel 2014 da Delos Digital.
Per chi volesse consultarla, ecco il link:
http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?t=17138&highlight
Grazie a tutte voi per avermi aiutata a raggiungere questo successo.
Con tutto il mio affetto
Laura
domenica 7 dicembre 2014
RECENSIONE AD "ADORABILE BASTARDO"
Il blog "Sognando tra le righe" ha recensito il mio racconto erotico. Se volete sapere cosa ne pensa Charlotte, cliccate su questo link:
http://sognandotralerighe.blogspot.it/2014/12/adorabile-bastardo-laura-gay-recensione.html
Buona lettura!
http://sognandotralerighe.blogspot.it/2014/12/adorabile-bastardo-laura-gay-recensione.html
Buona lettura!
lunedì 1 dicembre 2014
ADORABILE BASTARDO
Esce domani in tutti gli e-book store il quarto libro della serie di "Sette giorni e sette notti", edito da Delos Digital.
TRAMA:
Tra Filippo e Chiara è antipatia a prima vista. Lui è bello, ricco e arrogante. Lei è intelligente, caparbia e fermamente decisa a fare carriera. Peccato che Filippo sia il capo di Chiara e che fra i due si accenda un’inarrestabile attrazione che potrebbe mettere a repentaglio i loro piani. Cosa fare quando fra le lenzuola, come al lavoro, sono scintille? E se lei fosse fidanzata e divorata dai sensi di colpa?
Filippo Grimaldi è un avvocato di successo, bello, ricco e spregiudicato. Non si ferma davanti a niente, nel lavoro come nella vita privata, e con le donne si è sempre comportato da gran bastardo.
Ma da quando Chiara Orlando è entrata nella sua vita nulla è più come prima.
Chiara si è laureata in giurisprudenza con il massimo dei voti e quando entra nello studio Grimaldi, per fare pratica, pensa di avere davanti la sua grande occasione. Si ritrova invece alle dipendenze di Filippo, un uomo dispotico e arrogante, ma tanto, tanto sexy.
Fra i due saranno scintille, sia in campo lavorativo sia in camera da letto. Ma può un’attrazione nata da una forte rivalità trasformarsi in qualcosa di più?
mercoledì 19 novembre 2014
Doppia recensione
Una recensione a due dei miei racconti, da parte di Reading at Tiffany's:
http://www.readingattiffanys.com/2014/10/recensione-senza-legami-toccami.html
Buona lettura!
http://www.readingattiffanys.com/2014/10/recensione-senza-legami-toccami.html
Buona lettura!
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