venerdì 15 maggio 2015

SCANDALOSI LEGAMI - SETTIMA PUNTATA

*Attenzione!* Per gli argomenti trattati, questo racconto è riservato ad un pubblico adulto.

Jacopo reclinò la testa di lato, studiando il profilo di Viola. Aveva i lunghi capelli, color biondo miele, raccolti in una coda. Il viso era pulito. Senza un filo di trucco, ma perfetto nella sua semplicità. Gli occhi poi possedevano un’ingenuità e un’innocenza che arrivavano dritto al cuore e che lo avevano colpito fin dalla prima volta che l’aveva vista.
     Non avrebbe dovuto provare attrazione per una sua allieva.
     Cazzo, aveva solo diciotto anni!
     Eppure non poteva evitare di sentirsi affascinato da lei, dal suo sorriso spontaneo e da quelle  guance di un rosso acceso. La pelle invece era diafana, delicata, e fu solo grazie a un ferreo esercizio di volontà che riuscì a non cedere alla tentazione di allungare una mano per toccarla.



     Si schiarì la voce e sorseggiò un po’ della sua cioccolata calda. – Pensavo di assegnare a te la parte di Giulietta – disse, osservandola mentre rigirava il cucchiaino nella tazza. Pareva nervosa e un po’ intimidita. Possibile che avesse soggezione di lui?
     Viola si morse il labbro. – E chi dovrebbe fare Romeo?
     – Che ne dici di Stefano Scarpati?
     Lei fece una smorfia. – Scarpati?
     – Non sembri molto convinta. Cos’ha Scarpati che non va? Mi sembra un bel ragazzo – Le strizzò l’occhio, senza distogliere lo sguardo dal suo viso perfetto. Per un attimo si sentì un idiota. Davvero era così interessato a conoscere la sua opinione sul belloccio della classe? Oddio, stava diventando patetico.
     Viola si strinse nelle spalle. – Sì, ma è anche terribilmente arrogante e dispotico. E la sua pronuncia inglese è orribile.
     – Hai ragione. Però può essere un’ottima occasione per migliorarla. Ha ottime capacità mnemoniche e per lui non sarà difficile imparare la parte. Deve solo lavorare un po’ di più sulla pronuncia.
     Si portò nuovamente la tazza alle labbra, mentre Viola continuava a giocare con il cucchiaino. Non aveva ancora bevuto un sorso della sua cioccolata e decise di farglielo notare. – Se aspetti ancora un po’ diventerà fredda.
     – Cosa?
     Jacopo ridacchiò. – Mi riferivo alla cioccolata.
     A quel punto il suo viso divenne dello stesso colore del suo cappotto. Le reazioni di Viola lo divertivano. Per un attimo si ritrovò a fissarle le labbra, colto da un urgente desiderio di baciarla. Per fortuna resistette alla tentazione. Sarebbe stata una pessima idea, date le circostanze.
     Cazzo, Jacopo. Ricordati che è una tua allieva.
     Viola sembrò risvegliarsi dal suo stato di trance e bevve la sua bevanda calda fino all’ultima goccia. Quando posò la tazza sul tavolino aveva una macchia di cioccolato, proprio sotto al naso. Sorridendo, Jacopo gliela indicò. – Ti sei sporcata in quel punto.
     Lei parve imbarazzatissima. – Dove?
     – Sopra il labbro.
     Cercò di ripulirsi, ma non ebbe fortuna. Senza riflettere, Jacopo afferrò un tovagliolino di carta e si protese verso di lei per aiutarla. I loro visi si ritrovarono così vicini da essere quasi sul punto di sfiorarsi. A quella distanza riusciva a percepire il suo profumo, un vago aroma di talco e vaniglia che su di lui ebbe un effetto devastante. Era buonissimo. Il fiato gli si mozzò in gola. Si sentiva accaldato, come se avesse la febbre, ed era pervaso da una smania che non aveva mai provato in vita sua.
     Controllati, Jacopo. Controllati.
     Si allontanò da lei con un balzo repentino e quasi fece rovesciare la propria tazza sul tavolo. Notò che anche Viola era turbata: il suo petto si alzava e abbassava a un ritmo accelerato, mentre la vena sul collo le pulsava. – Forse è meglio uscire a prendere una boccata d’aria – disse, afferrando la giacca e infilandosela alla svelta. – Qui la temperatura si è surriscaldata.
     La vide sbattere forte le lunghe ciglia bionde e poi annuire senza proferire parola.

     Non c’era nulla da dire, dopotutto.


8 commenti:

  1. Cara consorella Laura, ma quanto ci farai aspettare per sapere cosa sta succedendo agli altri due, perdindirindina? Sei perdonata solo per la foto di Jared Leto. Che la Dea lo benedica

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  2. Ciao Laura, sono d'accordo con la Strega, qui sopra... :-) Non puoi lasciarci così in sospeso con Andrea e Diana, accidenti!
    Che dire per quanto riguarda Jacopo? Jared Leto è una scelta... perfetta! Forse me lo sarei aspettato ancora più "dannato", ma ripensandoci, considerando che deve avere a che fare con una diciottenne... meglio che non sia troppo bastardo e che conservi un po' la dolcezza di quei suoi occhi sognanti...
    Ho un solo, piccolo "appunto": puntate troppo corte!! Lasci troppo sospirare... ;-)
    A presto, Eva

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  3. Carissima consorella, felice che Jared Leto piaccia anche a te. ;-) Tranquilla, Diana e Andrea torneranno prestissimo, pronti a surriscaldare un po' l'ambiente.

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  4. Ciao Eva, in realtà il personaggio di Jacopo non lo vedrei come un bello e dannato. Questa definizione calza più a pennello per Andrea. Ho voluto creare due personaggi maschili profondamente diversi fra loro... be', eccetto per la figaggine. Perché se uno deve sognare, tanto vale che lo faccia in grande. :-P

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  5. Infatti era una mia idea sbagliata... Jacopo è molto diverso da Andrea, si vede già benissimo, anche se credo sia molto "fisico" anche lui, me lo immagino però molto meno autoritario e prepotente... Ecco perché dicevo che il volto da te scelto rispecchia perfettamente questo suo aspetto più dolce e gentile...

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  6. Ma sì, forse un poco! ;-) In fondo, Jacopo non è un rocker, ma ama il teatro e una vena artistica la possiede.

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  7. Questa ff mi appassiona sempre più una sola domanda per quante settimane ci farai soffrire?

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  8. Cara lettrice anonima, detto così mi fai sentire un po' sadica! ;-) Tornerò prestissimo col prossimo post.

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